17 Luglio 2017

Arte Erotica: il caso Egon Schiele

L'Eros nell'Arte


“Nessuna opera d’arte erotica è oscena se è artisticamente rilevante; può renderla oscena solo l’osservatore che sia intimamente volgare.” E.S.


Ma in realtà che cosa significa perverso?E.S.



 Erotico: agg. [dal lat. tardo erotĭcus, gr. ἐρωτικός, der. di ἔρως -ωτος «amore», prob. attraverso il fr. érotique] (pl. m. -ci). – 1. a. Di amore, dell’amore, come fatto fisiologico: desiderî e.; l’impulso e.; mania e.; delirio erotico. b. Che è particolarmente soggetto agli stimoli sessuali: tipo, temperamento erotico. 2. a. Che ha per oggetto l’amore fisico, i fatti e gli impulsi sessuali: trattare argomenti e., fare discorsi e.; libri, racconti e., letteratura e., pubblicazioni e., e anche film, spettacoli e., disegni e.; arte e., con partic. riferimento alla cultura cinese e indiana, arte profana o religiosa che rappresenta esplicitamente scene di vita amorosa, per lo più con intenti didascalici. In senso più ampio, scrittore, poeta e., che ha per soggetto l’amore in genere; anche come s. m., soprattutto se riferito a scrittori e poeti dell’antichità: gli e. greci. b. Che eccita o tende a eccitare i sensi, a stimolare gli istinti sessuali: cibo e., bevanda e., afrodisiaci; danze erotiche.


L’erotismo è quindi legato al concetto di amore, amore fisico, carnale, impulsivo.


Erotismo e arte: da Saffo a Diderot, Wilde, D’Annunzio, de Sade, in ogni epoca si è scritto di amore erotico. In ogni epoca si è rappresentato l’erotismo; dal Kama Sutra alle illustrazioni giapponesi, Ingres, Courbet, e poi Klimt, Milo Manara e Crepax, Picasso, Haring per citarne solo alcuni. Oggi parleremo di Egon Schiele.


L’erotismo triste di Egon Schiele

Artista incompreso e dalla personalità complessa, fu uno dei protagonisti dell’Espressionismo austriaco. Visse a cavallo tra ‘800 e ‘900 e fu portatore di una nuova ondata artistica. Morì all’età di 28 anni a causa di un’epidemia, lasciandoci un numero elevato di opere, più di 3000 tra dipinti, acquerelli e disegni. Sappiamo che nel 1912 il ventunenne Egon Schiele viene arrestato. L’accusa è duplice: di avere sedotto una minorenne e di avere esposto materiale pornografico in un luogo accessibile a minori. In quell’occasione gli vengono confiscati 125 disegni erotici. E’ documentato che non ci fu alcuna violenza sulla minore. Schiele fu assolto dall’accusa più grave, ma venne ritenuto colpevole dell’altra. La pena si limitò a tresettimane di carcere. I suoi disegni, popolati da soggetti lascivi dagli incarnate diafani e dai corpi taglienti, sono potenti e fragili allo stesso tempo. Colpiscono le pose conturbanti, le linea rotta e tormentata, la fortissima carica erotica che trasmettono.


“Credo che l’uomo debba soffrire per il tormento del sesso finché è capace di sensazioni sessuali” afferma l’artista nel suo “Diario dal carcere”. Per Schiele il sesso è tormento. Il protagonista assoluto della sua opera è l’essere umano divorato da turbamenti e angoscianti desideri. Nei suoi lavori trasuda un erotismo primordiale, puro, carnale. Pensiamo alla Vienna di quegli anni e all’importanza della forma, siamo nell’Austria perbenista e borghese dei primi del ‘900, ed ora immaginiamo un artista eccentrico e fuori dagli schemi come Schiele come poteva essere visto. Pornografia! Scandalo! Perversione! Ma parliamoci chiaro, dietro quelle impeccabili facciate neoclassiche si celava ben altro, prostituzione, pedofilia; chi pensate che fossero gli acquirenti delle opere di Schiele?


Il collezionismo di opere erotiche era molto in voga, ma per carità, che resti dietro le mura casalinghe! Corpi emaciati, costretti in posizioni innaturali, che si masturbano, che godono, che amano, che soffrono, ecco l’opera di Egon Schiele.


Articolo di Elisa Martino