24 Febbraio 2017

Caravaggio - Un Animo Inquieto

Dalla serie - Piccole Grandi Storie di Artisti

La verità di una grande passione creativa si misura dalla sua durata, dalla sua capacità di riproporsi come fonte d’acqua viva alle ideologie, alle nuove convinzioni, ai nuovi gusti: mostrare una faccia nuova, mai vista prima”.


Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, si forma nella bottega di Simone Peterzano, ma il suo talento innato presto gli permetterà di affermarsi come uno degli artisti più squisitamente all’avanguardia del panorama artistico seicentesco. Arriva a Roma giovanissimo “senza denari e pessimamente vestito” per lasciarla pochi anni più tardi, nel 1606. Innovatore e creatore passionale, tra i più irrequieti dello scenario artistico del suo tempo, Caravaggio fu “l’autore dell’arte cristiana più potentemente fisica mai creata”. Turbolento e passionale, lascerà l’Urbe a causa di una rissa finita male per sfuggire alla giustizia.


Nuovo realismo


Il modo violento con cui Caravaggio propone la realtà e la capacità di rendere reale l’ideale gli porteranno tanto successo quanto disappunto. Era il solo in grado di riunire, attraverso il suo talento, il mondo della chiesa e dei cardinali a quello basso dei bordelli, le taverne e le bische clandestine. Caravaggio dipingeva la carne, per questo motivo parecchie opere vennero rifiutate dai committenti inorriditi dalla trattazione terrena di temi celesti. I suoi modelli erano prostitute e contadini, persone comuni “con le vesti logore e strappate, le mani e i piedi sporchi, le bocche aperte, le membra muscolose spalancate”.


San Luigi dei Francesi, Roma: “I Matteo” 


Sto parlando del ciclo della cappella Contarelli, la sua prima importante commissione pubblica,  dove sono trattati gli episodi salienti della vita dell’Evangelista: Vocazione di Matteo, Martirio di San Matteo, San Matteo e l’angelo. Quest’ultima opera, controversa ed emblematica, venne rifiutata dai preti di San Luigi dei Francesi per la “pretesa volgarità della posa”. Nella prima versione, respinta, Matteo è raffigurato come un grezzo contadino analfabeta con i “piedi rozzamente esposti al popolo”. Purtroppo questo quadro è noto solo attraverso fotografie, perché distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, nel 1945. L’angelo femmineo, efebico, ha le sembianze di un fanciullo e guida Matteo nella scrittura, quasi come se non fosse in grado di scrivere. L’opera venne sostituita da una seconda versione, forse meno intensa, ma sicuramente meno provocatoria.



Come poté un ragazzo lombardo, apprendista pittore, arrivato a Roma all’età di circa diciotto anni, costruirsi, crescere, straripare dalle zone  basse di piazza Navona, oltre Tevere, oltralpe, oltre il suo secolo e i secoli successivi, arrivare fino a noi quale uno dei più alti moniti (forse il più stabile e compatto), imporsi quale bandiera del moderno alle scelte più disparate, alle fazioni più contrastanti? Come è possibile che ancora oggi, dopo Kandinsky o Mondrian, il passante più casuale, o il patito di Pollock o di Rauschenberg, o il più condiscendente elettore dell’arte ludica, entri in San Luigi dei Francesi e senta riaprirsi in petto una piaga che credeva chiusa per sempre?” [Renato Guttuso]



La diatriba odierna e passata sull’assegnazione della paternità delle opere a Caravaggio: Caso Brera


Alla Pinacoteca di Brera è stata esposta, dal 10 novembre al 5 febbraio, la tanto discussa “Giuditta che decapita Oloferne” scoperta nel 2014 nella soffitta di una casa di Tolosa e attribuita in maniera dubbia al Caravaggio. Ogni volta che appare un suo presunto originale si scatena una polemica senza fine. Il proprietario ha imposto in didascalia il nome di Caravaggio che la pinacoteca ha giustificato con un asterisco che riporta *condizione del prestito.


Questa vicenda ha portato uno dei membri del comitato scientifico di Brera a dimettersi.


Caravaggio è un artista che continua a porre questioni cruciali agli storici dell’arte e continuerà a porne, sempre al centro della temperie artistica, allora, come oggi.


di Elisa Martino – Curatrice d’arte