17 Gennaio 2019

Hieronymus Bosch e i deliri deliziosi delle sue opere d'arte

La storia di Hieronymus Bosch è l’esplorazione dell’inconscio, dei peccati e delle tentazioni, attraverso la sua arte fatta di miniature bizzarre.


Maestro del mostruoso…scopritore dell’inconscio.” Carl Jung.


Hieronymus Bosch visse e lavorò a ’s-Hertogenbosch, città dalla quale trasse il proprio nome. Non abbiamo molte notizie sulla sua vita e ancor meno sappiamo sulla sua formazione. In linea di massima l’arte di Bosch non è riconducibile a nessuna scuola in particolare, è un’arte singolare e personalizzata, non soltanto dal punto di vista iconografico, ma anche da quello stilistico e della tecnica pittorica. E’ un’ipotesi quella per cui si sia formato presso una bottega di un miniaturista, ma di fatto non si sa nulla di certo. Ciò che lui fa è dare origine ad “un mondo di sogni, o meglio, un universo di incubi e allucinazioni pieno di dilaganti figure fantastiche”.  “Per Bosch peccato e stoltezza erano le condizioni alla base dell’esistenza umana e il fuoco infernale la destinazione finale per la maggior parte degli uomini.”


Il mondo di Bosch attrae e respinge, è un mondo fatto di curiosi e spaventosi personaggi, scene orrorifiche e deliranti. L’artista, attraverso bizzarre visioni, racconta una storia, una storia fatta di carne e peccato, di paure e perversioni, fatta di tentazioni, e ce la racconta attraverso il suo unico e stravagante occhio. Il suo mondo è plasmato da allucinazioni febbrili, sogni lucidi, ed è popolato da curiose creature e inquietanti abitanti. Quando ci troviamo di fronte ad una sua opera siamo subito catapultati all’interno della sua immaginazione, fatta di terribili raffigurazioni e paesaggi pullulanti di demoni. Paradossali e insensati equilibri disorientano lo spettatore, che è travolto dalla straordinaria realtà di Bosch e ne rimane affascinato. Guarderesti per ore “Il Giardino delle Delizie”, alla ricerca di quel dettaglio che nessuno ha mai scovato, che ti ricorda qualcosa che appartiene al mondo oscuro della paura e dei sogni. La sua fantasia febbrile, in questa opera, è senza briglie e si dispiega attraverso tre magistrali pannelli. Elementi riluttanti e attraenti ti invitano ad entrare in quest’opera e tu accetti l’invito.



Il trittico si può guardare chiuso o aperto. Quando gli sportelli sono chiusi emerge la raffigurazione della nascita del pianeta terra, dove il nostro pianeta è una distesa verde all’interno di una bolla metafisica priva di forme di vita. In alto, la sola figura di Cristo che osserva perplesso il mondo che verrà. Aprendo il capolavoro ci troviamo di fronte tre distinti episodi interpretati in chiave biblica. Da sinistra a destra troviamo la rappresentazione del paradiso (Giardino dell’Eden), un pannello centrale al limite tra paradiso e terra (Il Giardino delle Delizie), infine l’inferno, detto l’inferno musicale.


Bosch anticipa con acuta lungimiranza le correnti artistiche che, 400 anni più tardi, destabilizzeranno il mondo contemporaneo: il surrealismo, una su tutte. Chiamato il “Surrealista del XV secolo” che, come Dalì, si pensava attingesse le sue forme dai profondi baratri della psiche, probabilmente addirittura sotto l’effetto di qualche sostanza allucinogena, ne è il supremo precursore. Ha saputo raccontare, con lucida spietatezza, le tentazioni del male, le forze del demoniaco, l’attrazione del peccato e in generale, la follia dell’umanità!


La sua è una religiosità dagli echi medievali e dal sapore d’avanguardia, un unicum nel panorama artistico mondiale. Bosch ci parla di paura, di tentazione, di sogni, di carne. Le sue opere sono immortali e non smettono di incuriosire, di far discutere e di meravigliare chiunque, in qualsiasi periodo storico.


di Elisa Martino – Curatrice d’arte