15 Maggio 2017

Intervista: Matteo Cibic, il design flessibile e Timberland

Matteo Cibic e Timberland alla Milano Design Week

L’iconica Boat Shoe di Timberland prende vita attraverso un’originale opera d’arte del designer Matteo Cibic e diventa ancora più flessibile. Per la prima volta in assoluto Timberland, leader mondiale nella categoria outdoor lifestyle, entra nel mondo della Design Week con un designer d’eccezione, Matteo Cibic.

SensorFlex è infatti una tecnologia innovativa che conferisce flessibilità alla scarpa per un maggior comfort. Un sistema sviluppato per affrontare il panorama urbano moderno, composto da tre strati, capace di adattarsi sempre a nuovi terreni, regolandosi continuamente in base ai movimenti di chi le indossa.

Per presentare la nuova SensorFlex Boat Shoes, Timberland, dopo un attento lavoro di scouting, seleziona Matteo Cibic, designer italiano conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per il suo carattere innovativo ed eclettico. Un artista a 360° capace di dare vita a nuove creazioni lavorando a stretto contatto con artigiani e creativi, interessati a sperimentare sempre diversi materiali e alternative tecniche di produzione, con la passione per tutto quello che è “extra-ordinario”.


Abbiamo parlato proprio con Matteo Cibic e scoperto l’installazione “The Flexible Living” per Timberland.


Scopriamo insieme la tua opera e l’ispirazione alla vita urbana di oggi, la stessa flessibilità espressa anche dalle nuove boat shoe Timberland SensorFlex.

É il mio stile di vita, quando sono a Milano o nel mondo, ho voluto rappresentare questa visione metropolitana flessibile che rispecchia la quotidianità di molti. Bike sharing, car sharing, mezzi pubblici, mi piaceva quindi immaginare questa gambe giganti e flessibili che corrono e rimbalzano. Rispecchia quello che è la nuova scarpa evoluta verso la città, con una suola adatta alle attività “flessibili”.


Parlando del tuo lavoro, come descriveresti il tuo campo di specializzazione?

Mi piace pensare ad una specializzazione in progetti Speciali, che divergano molto gli uni dagli altri, portando materiali e tecnologie di campi diversi nelle mie idee e creazioni. Io lavoro molto con aziende meccaniche, che hanno un approccio più verso l’industria metalmeccanica o elettronica, non abituati ad affrontare progetti artistici. La ricerca parte proprio dalle tecniche produttive e riuscire poi a traslarle in ambiti diversi, poi nel momento dell’ibridazione nascono risultati sorprendenti.


Cosa ne pensi della Design Week, come vedi Milano del mondo del Design oggi?

Milano è splendida, avendo lavorato anche nella moda, la settimana del design è molto più aperta e disponibile a tutte le persone. Rimane sempre il momento dove un certo design ricercato ed editoriale si rappresenta, le grandi aziende propongono incontrano settori diversi e espongono il meglio. Vorrei quasi definirla una grande festa, ogni anno ritrovo amici e conoscenti su questa piazza infinita milanese.


Ti piacerebbe dire qualcosa, slegato da tutto, ai nostri lettori, le tue ispirazioni e passioni?

Io vedo la necessità di rivedere e ripensare al valore degli oggetti che pensiamo e compriamo, ormai anche la moda può essere definita fast-fashion, negli oggetti di casa la direzione è molto simile. Pensare di acquistare oggetti che durino nel tempo, oltre l’estetica apprezzabile la qualità deve essere sempre in primo piano. Ad oggi abbiamo diversi pezzi tra ‘800 e ‘900 ancora perfetti in funzionalità, dubito che tra cento anni qualcuno avrà un oggetto del 2017 e quindi è molto strano vivere in questa società fluida che perderà oggetti di grande studio, fotografie e quindi ricordi, si dissolverà tutto.

Se vuoi posso darti un’opinione sul lusso in generale, spesso mi capita di parlare di queste sfumature dell’era moderna, abbiamo una visione generale del lusso come qualcosa di distante, ma secondo me il lusso lo si ritrova in oggetti che mantengono il loro valore e ne acquisiscono altro proprio con il passare del tempo. Fino a dieci anni fa il “fatto bene” era scontato, oggi la vera perversione e lusso è quella che un oggetto rispecchi degli standard che erano, se si può dire, ovvi. Il lusso che viviamo oggi 15 anni fa era normalità, andare a comprare le patate biologiche non dovrebbe essere il lusso del 2017.