22 Settembre 2015

Carl Hansen & Søn + Louis Poulsen @ MC Selvini

Siamo stati all’evento MC SELVINI mette in mostra Carl Hansen & Søn + Louis Poulsen, una serata all’insegna dell’artigianalità nord europea rappresentata con i suoi migliori esempi di design all’interno del famoso showroom milanese in via C. Poerio 3.


Abbiamo conosciuto Ottorino Castegnaro Area Manager per Carl Hansen & Søn, ci ha raccontato tutto quello che oggi rappresenta l’azienda danese e la visione globale del marchio ormai internazionale.


L’azienda Carl Hansen & Søn nasce nel 1908 dal falegname Carl Hansen, che creò il suo primo laboratorio di produzione di mobili a Odense in Danimarca. Come siamo arrivati ai nostri giorni e come si è evoluta nel tempo?


L’azienda in questi 106 anni ha avuto certamente subito delle evoluzioni molto importanti. C’è da considerare un fatto, l’architettura scandinava ha sempre vissuto di forte artigianalità, parliamo di micro-imprese quasi a livello familiare con volumi molto piccoli. Negli ultimi 30 anni quindi si è andati attraverso dei cambiamenti sostanziali, arrivando nel periodo degli anni 2000 con un passaggio generazionale, dove la compagnia è passata a Knud Erik Hansen, e dove la crescita si è rivelata esponenziale anche in un momento economico non favorevole. Il continuo processo produttivo ha portato un’azienda artigianale ad un livello di manifattura industriale senza mai tralasciare una gran parte di lavoro artigianale. I dipendenti ad oggi sono circa 250 divisi tra l’area originale produttiva e le sedi mondiali, dove la distribuzione è diretta con funzionari interni senza filiali esterne o agenzie.

Carl Hansen & Søn è riuscita ad emergere grazie ad una strategia chiara di innovazione produttiva, ma soprattutto mantenendo la filosofia storica legata ai maestri del design-architettura come Hans J. Wegner, che attualmente occupa un grande spazio in catalogo, e si fonde alla perfezione vicino alle novità che ogni anno vengono ideate e prodotte. Un altro grande elemento che caratterizza tuttoggi CHS è certamente una produzione al 100% danese interna all’azienda, con 3 fabbriche, dove una di questa è dedicato interamente alla realizzazione della iconica Wishbone Chair, arrivando quasi a 47.000 pezzi all’anno, tenendo in considerazione che questa seduta ha 120 metri di papercord interamente tessuti a mano. La distribuzione oggi è mondiale, presente anche in Giappone, in entrambe le coste degli Stati Uniti e in Europa dove è stato inaugurato l’ultimo show-room monomarca a Londra nel distretto del design. La volontà aziendale è quella di mantenere una grande area produttiva manuale, attraverso persone legate direttamente all’azienda.


Come di consueto nelle nostre interviste, ci piacerebbe sapere nello svolgimento della tua professione c’è un oggetto o un’ispirazione che ti segue e ti aiuta a migliorare.


Più che un oggetto, vivo nella mia operatività quotidiana quello che è ormai anche la mia mission, cresciuta in circa 24 anni di esperienza professionale, il concetto che può avvicinarsi alla mia ispirazione e alla mia emozione è quello che mi lega alla passione per il design e per i grandi pezzi senza tempo. Questo mi accomuna fortemente al concetto dell’azienda Carl Hansen & Søn, che ha nel proprio catalogo pezzi storici, come la Shell Chair di Hans J. Wegner della quale abbiamo festeggiato il cinquantenario l’anno scorso. Questi oggetti di assoluto modernismo e quasi contemporaneità continuano a fare tendenza anche se disegnati più 70 anni fa.


Tornando all’azienda Carl Hansen & Søn e alla Danimarca, come vedi il rapporto con il design italiano?


Questa è una mia riflessione, ma credo possa essere allargata anche ad altri tipi di legami, è indubbio che le due scuole di pensiero, italiana e danese hanno avuto moltissimi momenti d’incontro e possibilità di sinergie. Mai come oggi il progetto di un living italiano, preveda quasi sempre qualche pezzo del design danese, e anche gli stessi progettisti danesi sono molto vicini all’architettura italiana, con un grande rispetto e buon occhio verso l’Italia. L’Italia è uno dei mercati che guida l’architettura e il design nel mondo, ed oggi in un progetto residenziale italiano, campo che nell’ultimo periodo ha visto la predominanza di un grande minimalismo, un pezzo danese, con la sua grande storicità e le sue forme, diventa quasi fondamentale per la grande sinergia che si crea nell’incontro dei due stili.