03 Novembre 2020

Milano è femmina: l'impatto delle chiusure sull'eredità culturale della città

Milano è femmina: come le chiusure culturali impattono l’identità e l’essenza vitale della città.


Al contrario di Roma che è tutta fuori, in mostra, visivamente estroversa, e te la gusti tutta nella sua imponenza e maestosità già dalla strada, Milano è silenziosa, introversa, misteriosa, e te la godi solo quando entri dentro al suo cuore fatto di persone, eventi culturali, relazioni umane, e cortili segreti.  Roma e Milano mantengono un equilibrio squisitamente spirituale in Italia, con il loro doppio dominio. Proprio come due esseri umani queste due città sono complete nel loro equilibro personale di Ying e Yang con Roma che mantiene un aspetto femminile nella religiosità, e Milano che ha quello maschile nella finanza.


Ma arriviamo ad oggi, l’energia femminile su Milano è ferma da tanto: non si può più ballare, cantare, incontrarsi, creare, recitare, godersi l’arte, godersi un film, tutte cose che emozionano, e portano gioia all’esistenza stessa. Il vivere per gioire non esiste più, non è permesso, non è essenziale per sopravvivere. Ma Milano, ed il mondo intero possono continuare ad esistere su queste premesse?  Il mondo stesso può vivere senza essere creativo? Eppure per creare serve libertà, serve scambio e condivisione che oggi sono impossibili. Quindi gli artisti non possono vivere, non sono essenziali alla vita stessa, emozionarsi sorridendo neanche, puoi vivere senza, per mesi, forse per sempre. Chiusi in casa sorge la domanda su che gusto possa avere questo per sempre. Sono tornata da Londra perché mi mancava la femminilità di Milano, la sua dimensione inclusiva, la sua eleganza che vista da fuori sembra snob, ma che vissuta da dentro è di una signora eccentrica e nobile.


Mi mancava essere una cellula di questa bella donna che non ha bisogno di mettersi in mostra, e che solo esistendo lancia tendenze, ti coinvolge in danze e ed incontri squisiti nei suoi giardini-salotti, ristoranti-sale da pranzo, strade-corridoi. La femminilità è poesia, visione, amore e anche il no-senso, tutto quello che non si deve spiegare ma solo percepire. Il non-senso è la parte che preferisco della vita perchè ti fa respirare,  e non ti permette di mettere la coscienza a posto col bigottismo. Tutto il resto è un mentalismo razionale che ti toglie il fiato, ti uccide l’anima, quando invece la ragione dovrebbe proteggerla e farla fiorire la voglia di vivere, far scorrere questo flusso vitale in un canale sicuro. Ecco ad oggi questa sicurezza e protezione è totalmente assente.


Chiara Centrone