05 Ottobre 2015

La Nostra Intervista a MADE YOU LOOK: L'innovazione MADE.COM

 



Durante il London Design Festival Made.com ha aperto le porte del suo nuovo showroom a Soho con l’evento Made You Look, campagna che interpreta il concetto di Made.com, brand il quale seleziona i designer più smart e lascia al pubblico di appassionati la scelta di premiare chi meglio interpreta il loro gusto. La novità è, infatti, il filo diretto fra chi compra e chi produce, che permette prezzi migliori e uno scambio continuo perché l’arredo sia taylor made e vesta ogni casa seguendo l’evoluzione dei gusti e dei desideri di chi la abita.


Made.com considera lo scouting un’attività vitale per il design e per la mente. Arrivata alla terza edizione, Emerging Talent Award è la competizione annuale per dare la possibilità a giovani designer internazionali di veder realizzato e commercializzata la propria idea. Per l’occasione, Made.com ha collaborato con Desall.com, piattaforma di crowdsourcing dedicata al design e finalizzata a mettere in contatto giovani talenti con aziende alla ricerca di nuove idee da produrre. Noi siamo stati alla premiazione quella sera, ed abbiamo incontrato Lorenzo Calcagni, Responsabile Marketing e Business Development del mercato Italia.


Ciao Lorenzo, tutti noi conosciamo Made.com, puoi quindi delinearci gli aspetti base dell’azienda e  spiegarci cosa la differenzia sul mercato?


Made.com è nata nel 2011 in Inghilterra, dove è oggi il suo mercato base, mentre i mercati internazionali contano il 35% del fatturato, tra questi troviamo Italia, Francia, Olanda e Belgio insieme, e recentemente si è aggiunta anche la Germania. Io mi occupo del mercato Italia, e con gli altri country manager siamo tutti di base qui a Londra, e questa è già una delle  prime differenziazioni da tante altre aziende, perché avere tutti i team assieme, che lavorano vicini, (dai country manager, a chi si occupa di sviluppo prodotto, fino ai nostri clienti) ti porta ad avere sia un’efficienza di costi, che una capacità di condividere le informazioni in tempo reale, ed un velocità di reagire sul mercato che altri competitor non hanno. Questo lo si può fare perchè siamo ancora abbastanza piccoli, siamo una startup.


Un’altra grande differenza è l’avere un modello di business che funziona, ovvero Made.com non lavora come i retailer tradizionali, che lanciano una collezione ogni sei mesi investendo un sacco di soldi per comprare l’inventario necessario, e poi rivendono se la collezione va bene, eventualmente liberando infine lo stock con i saldi. Qui loro hanno un rischio grandissimo perché investono molti soldi in una collezione di pochi prodotti. Made.com cosa fa invece? Non ha inventario, noi lanciamo il prodotto sul sito, e va in produzione solo quando il cliente lo ordina, soprattutto all’inizio funziona così per testare il prodotto sul mercato. Una volta acquistato il prodotto viene prodotto e spedito, così tagli parte dei costi iniziali, senza dover acquistare uno stock e lasciarlo in magazzino.


Un’altra differenziazione è il taglio degli intermediari, noi facciamo tutto in house perché abbiamo designer e team sviluppo prodotto interni, non c’è nessun intermediario che compra da un’azienda di design, e rivende a noi per poi rivendere al cliente, noi facciamo tutto internamente dal disegno alla vendita del prodotto finale.


Questo showroom a Londra ha aperto da pochissimo, ne avete altri in Europa?


Non abbiamo veri negozi fisici, in Italia, a Milano, abbiamo aperto uno showroom per due weekendal mese, ma nonostante ciò siamo riusciti a non farlo diventare un costo per la compagnia, visto che questo showroom è nato da una partnership con una società di consulenza, la quale utilizza i nostri mobili, e noi in cambio prendiamo i loro spazi per brevi periodi. Noi vogliamo evitare il tipico modus operandi del retailer tradizionale, che deve mantenere staff e punti vendita internazionali, acquistare da un distributore che a sua volta ha comprato da un’azienda di design che deve gestire fabbriche per la produzione ecc… Se noti sul nostro sito hai di fianco al nostro prezzo di listino è mostrato quello equivalente che troveresti nella tipica high street, ovvero il prezzo per lo stesso prodotto dal retailer tradizionale (stessi materiali, design, paese di provenienza), noi lo vendiamo a meno perché tagliamo gli intermediari, e perché lavoriamo in modo più intelligente coinvolgendo tante aziende diverse invece che una sola. Per esempio compriamo la stoffa in Portogallo, per poi produrre in Cina on Inghilterra. Questo ti permette di fare efficienza. Non abbiamo una singola azienda che produce per Made.com, un’azienda si occupa di una o due collezioni perché quella è l’azienda che il team di prodotto è  riuscita a trovare con un rapporto qualità prezzo per quel singolo prodotto, però poi magari per un altro prodotto troviamo un’altra azienda in un altro paese che può produrlo secondo i nostri standard di qualità ad un prezzo più conveniente. 


Quindi cosa conta di più nella scelta dei vostri produttori?


Quello che conta è l’artigianalità, la capacita di quella fabbrica di produrre quel prodotto secondo standard di qualità nostri, e parallelamente secondo anche il costo. Infatti il team più grosso che abbiamo è quello di sviluppo prodotto che deve trovare chi possiede queste caratteristiche per realizzare i nostri arredi.


Questo basta a mantenere dei prezzi competitivi?


No, incide molto anche il non possedere un inventario, perché non abbiamo rischi aziendali di invenduto. I primi prodotti che mettiamo in vendita online hanno infatti un tempo di consegna di 12 settimane (esempio per un divano),  altri prodotti che non sono nuovi, e che già abbiamo testato sul mercato vengono invece consegnati tra i 10-14 giorni, perché vengono prodotti ogni settimana e venduti quando sono già sulla barca in via di arrivo al magazzino, che funziona più come un centro logistico dove il prodotto arriva e viene poi smerciato. Ci sono molti best sellers con produzione continua, ma non ci sono stock, perché non ci sono negozi.


Come fanno i clienti a capire se i vostri prodotti vanno bene nei loro interni?


La prima sensazione che possono ricevere è attraverso la richiesta di campioni di tessuto, ne spediamo quattro a seconda del modello di divano. In secondo luogo abbiamo un primo showroom virtuale che si chiama Unboxed, dove i clienti scattano fotografie agli arredi in casa propria, e sotto la scheda prodotto sul nostro sito puoi quindi vedere il pezzo contestualizzato a casa di vari clienti, fornendo così variazioni di uso dello stesso pezzo.


Fate uso di cataloghi?


Si, ma di un catalogo non convenzionale, per non farci carico di una spesa eccessiva abbiamo realizzato solo una versione digitale sfogliabile su iPad e sito web. Non usiamo ambientazione come le tipiche aziende di arredamento, che ricreano scenari famigliari e di case idilliaci. Il nostro focus è solo su  prodotto e prezzo, non è contestualizzato perchè non vogliamo falsi set fotogafici, che distanziano dalle situazioni del reale. Preferiamo avvalerci di sistemi come Unboxed, dove il nostro prodotto è mostrato in ambienti veri alla portata di tutti.


Ci hai parlato di come lavorate internamente, ma invece come vi relazionate lavorativamente parlando con i designer esterni che collaborano alle vostre collezioni?


Lavoriamo su royalties, pagando quindi su commissione e condividendo il rischio di impresa con il designer. In sostanza si guadagna entrambi solo se il pezzo vende. Abbiamo collaborazioni sia con emergenti che con designer affermati come Stewart Padwick. Solitamente il progetto viene valutato in base alla fattibilità di costo, se si dimostra di difficile esecuzione, come per esempio nel caso di uso di plastiche difficili da lavorare o materiali costosi allora lo escludiamo. Abbiamo quindi preferenze su materiali come legno, tessuti, pelle ed ecopelle. Per esempio ci abbiamo messo un anno a trovare un’azienda manifatturiera che potesse fornirci una pelle di qualità ad un costo accettabile, e l’abbiamo trovata in Italia.  Inoltre cerchiamo di mantenere la qualità dei nostri pezzi insieme alla qualità limitando l’utilizzo di materiali esteticamente validi solo all’esterno, all’interno del pezzo d’arredo invece si lavora solamente secondo un fatto di funzionalità.


I designer interessati a collaborare con noi ci possono contattare sia attraverso la nostra email che trovano sul sito, sia attraverso la competizione  Emerging Talent Award che lanciamo ogni anno. Quest’anno l’abbiamo inaugurata al Salone del Mobile di Milano con Desall.com.