09 Gennaio 2020

Palermo - Guida Design al capoluogo della Sicilia

Quando viaggio consulto sempre la guida design di Wallpaper, ma a questo giro quella di Palermo risaliva al 2014, quindi ho tirato su una piccola nuova guida firmata Basil che oggi vi condivido in questo post.


Ho utilizzato Instagram, consigli di chi ci vive, e  qualche articolo di Living Corriere per raggiungere le chicche che volevo scovare, e penso che anche voi ne rimarrete piacevolmente sorpresi.



“Palermo è la città col panorama più bello del mondo. (…) Stupenda è la vallata situata fra due mari, i boschetti di limoni e i giardini d’aranci così perfetti. Molti ragazzotti hanno volti che sanno di grecità, altri proprio da arabi, sembrano tante sculture che girano a cielo aperto.”

(Oscar Wilde)


Si, confermo quello che disse Oscar Wilde! Palermo ha una storia antichissima, è stata colonia greca, capitale del Mediterraneo, fondata dai Fenici, ha visto susseguirsi Romani, Berberi, Normanni, Arabi, che hanno lasciato un patrimonio artistico e culturale incluso nell’Unesco dal 2015. Dopo i periodi bui con la mafia oggi la città sta vedendo una rinascita, attira molti giovani europei che ritrovano nelle sue strade storie antiche, natura, arte, e calma, tutto quello che manca nelle metropoli e nelle città iper turistiche. Detto ciò, e considerando il vicino mare di Mondello e i dolci, quando mia cugina mi ha chiesto di andare a fare un weekend da qualche parte ho pensato subito proprio a questo capoluogo! Era tanto che ci volevo andare, sta di fatto che alla fine lei mi ha dato buca all’ultimo e quindi l’ho esplorata come solo traveller. Era il primo che facevo e si è rivelato perfetto, ho conosciuto molte persone, e ho trovato un bellissimo alloggio nella famosa via Masqueda su Booking, i gestori del posto Carlo e Diana sono stati come due amici. Ho anche colto occasione di incontrare una vecchia amica di università mia e di Maykol, che ha deciso di cambiare vita e lasciare Lodi per Palermo ormai da qualche anno. Qui sotto i luoghi che vi consiglio di andare a visitare, ce ne sarebbero stati molti altri ma il tempo era finito purtroppo (sono stata 3 giorni).


Dove alloggiare:


Palazzo Ragusi


Carlo e Diana (si hanno i nomi dei reali di Inghilterra) sono fratello e sorella, due giovani trentenni che gestiscono questo appartamento di famiglia interamente ristrutturato da pochi anni. La location è centralissima in via Masqueda, e ci si arriva comodamente dall’aeroporto grazie al taxi sharing con soli 7 euro. Ho preso una stanza singola, e il soffitto originale del ‘700 è stata una bella sorpresa oltre alla vista sulla via in fermento. Diana mi ha raccontato che è stata una piacevole scoperta anche per loro durante la ristrutturazione visto che era nascosto dentro un controsoffitto.


Per mangiare (a parte il cibo da strada delizioso con parte e panelle):


Pasticceria Costa – Via Maqueda 174

Pasticceria Costa è un negozio storico che vende dolci tipici Palermitane. La famiglia Costa ha iniziato la sua attività nel 1960, ed ha aperto il secondo negozio nel 2018 in via Masqueda, nel centro della città, occupando uno spazio vecchio di 200 anni. Questo interno storico fu il negozio di Pustorino, un sarto di alto livello molto famoso in città, che ha lasciato un memoria profonda. Di conseguenza la famiglia Costa si è prefissa lo scopo di portare avanti la stessa attenzione per l’alta qualità, il lusso e la tradizione che distinguono l’attività del famoso sarto, condividendo e internazionalizzando questi stessi valori. Bellissimi gli affreschi alle pareti e buonissime le prelibatezze.


Bisso Bistrot Via Masqueda, 172A

Si trova difianco alla Pasticceria Costa, ed è stato aperto nel 2o14, durante una cena dove uno degli ospiti ha fatto notare a Mario Bisso che gli spazi della libreria Dante nel centro di Palermo erano liberi, disponibili an che ad un cambio d’uso. Il bistrot ha mantenuto l’insegna originale, che comunque si lega alla storia della famiglia del proprietario: la famiglia Bisso, che veniva da Genova. Si trasferirono a Palermo per lavorare ai “Cantieri Navali” come tappezzieri. Il “bisso” è un tessuto prezioso realizzato intessendo il cosiddetto  “peduncolo del cannellino”. Da questo filo è ottenuto questo tessuto di qualità, utilizzato da re e regine. Dopo la guerra Nino Bisso (il nonno di Mario) perse il lavoro e ha quindi iniziato un business coi libri, aprendo la libreria Dante. Suo nipote Dario oggi gestisce uno dei ristoranti più di tendenza nello stesso spazio, collegandosi alle origini di questo luogo: infatti le stanze della libreria originariamente furono pensate per un bar con cucina. I libri storici della seconda metà dell’800 si riferiscono a questo come l’ “Umberto I Cafè” dove il re soleva pranzare.


Cioccolateria Lorenzo

Una cioccolateria moderna a gestione famigliare, con un interno squisito tanto quanto i dolci che vendono, ma la chicca è il giardino esterno (che quando sono passata io purtroppo era chiuso),che ha un’aria decadente data dal muro perimetrale che un tempo apparteneva ad una chiesa, e dalla copertura naturale di bambù.


Vucciría

Il mercato piu famoso di palermo è ideale per mangiare e per la movida.Il nome di questo mercato è stato modificato, in quanto anticamente si chiamava Bucciria, letteralmente macelleria, che derivava da “bucherie” il luogo della macellazione e del commercio della carne. Di fatti, all’inizio questo era il mercato destinato al macello e alla vendita della carne. Solo in seguito diventa un vero e proprio mercato in cui viene venduto di tutto: dalla carne alla frutta, dalla verdura al pesce, fino ad arrivare ai giorni nostri.


Passeggiando in città (in ordine):


Galleria Vittoria in via Masqueda:


Aperta nel 1935 sotto periodo fascista come galleria commerciale è stata chiusa negli anni’70 e lasciata al degrado fino alla sua riapertura nel 2018, quando il Comune ha imposto al condominio alla quale appartiene di occuparsi della sua manutenzione. Oggi ha riaperto, e le è rimasto questo fascino di decadenza urbana che fa da ottima cornice al primo locale che è stato aperto dopo decenni: il Mak Mixology.


Piazza Pretoria

Di grande impatto visivo la piazza si distingue per la fontana che fu acquistata dal Senato palermitano nel ‘500 da palazzo Toledo a Firenze, era stata infatti progettata per la proprietà fiorentina, e si è dovuto riadattare l’assetto urbano della piazza per ospitarla. È conosciuta anche come piazza della Vergogna dai palermitani, a causa pare dell’ingente somma spesa per il suo acquisto e per la nudità delle statue. Vale la pena visitare anche l’interno del palazzo storico del Comune, la cui entrata si affaccia proprio sulla piazza.


Foro Italico di Italo Rota


Un progetto di recupero urbano di design di Italo Rota inaugurato nel 2006 sul lungomare, che si propone come sito per il tempo libero e lo sport. È stato realizzato con protagonista l’artigianato siciliano grazie alle ceramiche prodotte da Nino Parrucca. Purtroppo ad oggi risulta in stato di abbandono.


Murales Falcone e Borsellino di Rosk&Loste


Opera realizzata dai due artisti Rosk&Loste con gru e vernice spray sull’edificio dell’Istituto Nautico Gioeni – Trabia. Il murales è la gigantografia della famosa immagine del fotografo Tony Gentile, e commissionata dall’Associazione dei magistrati italiani ad omaggio del servizio che i due guerrieri hanno reso a Palermo, per farla diventare quella che è oggi.


Ficus in Giardino Garibaldi

Un ficus di ben 146 anni spicca tra le piante esotiche di Giardino Garibaldi, un’area verde all’inglese nel centro della città.


Arte Urbana alla Kalsa


Nel quartiere popolare di Palermo per eccellenza troverete le opere di cinque artisti per quattro interventi di riqualificazione sulle facciate di tre edifici di edilizia popolare e su un muro perimetrale a pochi metri da Piazza Ventimiglia nel cuore del quartiere della Kalsa. Gli artisti in questione sono BasikCamilla FalsiniRoskLoste e Ambra Grassi.


Per interni da sogno:


Palazzo Alliata Villafranca

Palazzo Alliata di Pietratagliata di Palermo (costruito nel 1473), risultato di cinque secoli di storia dell’arte in Sicilia con le sue numerose stratificazioni architettoniche e decorative, e’ certamente metafora della storia artistica di Palermo. Guida inclusa nel biglietto FAI.


Qualcosa che non vedrete da nessun’altra parte:


Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino


Antonio Pasqualino fu un medico chirurgo e antropologo scomparso nel 1995, culture della storia e delle tradizioni popolari siciliane. Fu per amore della sua terra natale che decise di recuperare un’arte teatrale che nella seconda metà del Novecento stava scomparendo: l’opera dei pupi. Attraverso quest’arte si narrano le storie di dei Paladini di Francia, Boiardo, Ariosto e Tasso. Qui potrete trovare testi di scena ai pupi fino ai materiali di uso come, i teatrini e gli arredi, salvati dalla distruzione e dall’oblio, provenienti da numerosi Paesi europei e dell’Estremo Oriente. Nel 2001 il Museo è stato dichiarato dall’Unesco “Capolavoro del patrimonio immateriale e orale dell’Umanità”.



Giornata al mare:


Mondello


Mondello è la spiaggia di Palermo raggiungibile in bus (all’andata Carlo è stato così gentile da accompagnarmi e ho provato l’ebrezza della guida in città). E’ sempre stata una palude malsana fino alla sua bonifica nel 1898 dal principe Francesco Lanza di Scalea. Successivamente il comune ha fatto costruire uno stabilimento balneare e ville liberty del periodo Belle Epoque sono fiorite tutto attorno. Consiglio di andare alla riserva naturale di Capo Gallo lì vicino se ci capitate d’estate.


Per rifarvi occhi e orecchie:


Teatro Politeama Garibaldi


Se il teatro Massimo era destinato alla grand opéra e agli aristocratici, il teatro lirico Politeama Garibaldi fu pensato per lo svago di un pubblico più popolare e produzione di operette, lavori comici e drammatici, veglioni, feste, spettacoli circensi ed equestri. La sua struttura architettonica è particolare, circolare con doppio portico e ingresso ad Arco di Trionfo, tanto da somigliare al Colosseo. In origine, infatti, il teatro doveva essere a cielo aperto, fu poi coperto in un secondo momento. Guida inclusa nel biglietto. Oggi è sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, sono stata fortunata a poter assistere alle prove. Bellissimo.


Arte con storia e innovazione:


Palazzo Butera


Palazzo Butera è tutt’ora un cantiere aperto, ma visitabile. È un edificio del Settecento che si affaccia sul mare appartenuto ai Principi di Butera che oggi ha un nuovo proprietario: Massimo Valsecchi, imprenditore e collezionista lombardo che ha vissuto una vita a Londra e che, insieme alla moglie Francesca, ha scelto di acquistare questo suggestivo palazzo abbandonato per esporre la sua collezione d’arte, che per un pelo non è finita negli USA. Un progetto che vale assolutamente la pena vedere: 7.ooo metri quadri che affacciano sulla passeggiata delle Cattive con 3 piani: uno dedicato alle mostre, uno alla collezione, uno alle residenze per artisti, e poi un’area ristorazione nel cortile sotto cura della famiglia Tasca d’Almerita. Un centro d’arte che apre la strada ad una serie di investimenti privati culturali in città. Guida inclusa nel biglietto.


 


Architettura contemporanea:


Palazzo Branciforte

Edificio di 5.650 mq che che risale al’500 è oggi una chicca dell’architettura contemporanea grande alla ristrutturazione operata da Gae Aulenti nel 2007. I restauri hanno ridato vita al palazzo con la creazione di ambienti adeguati a diverse funzioni d’uso nel rispetto delle originarie caratteristiche morfologiche e degli elementi architettonici più significativi. Uno degli obiettivi principali che ha guidato l’intero iter dei lavori di ripristino, è stato quello di rivalutare quegli importanti spazi architettonici che nei secoli avevano perso la loro originaria funzione: una piccola stradina interna, il cortile principale, la scuderia al piano terra. Al suo interno trovano spazi espositivi le importanti collezioni della Fondazione: da quella archeologica a quelle delle maioliche e delle sculture, da quella numismatica a quella filatelica. L’edificio, che periodicamente accoglie eventi e mostre itineranti, ospita anche una sede della Scuola di Cucina del Gambero Rosso, un Ristorante, una biblioteca ‘storico-specialistica’ con oltre sessantamila volumi, un bookshop e un Auditorium.


Questa era la città di mia nonna! Buon viaggio