05 Maggio 2015

Viola Tonucci e l'artigianato italiano


“Ognuno avrà il suo pezzo unico con il suo carattere e differenze, un prodotto dell’uomo e per l’uomo, non omologabile”.

Viola Tonucci



Manifestodesign presenta un prodotto unico e non ripetibile progettato da Viola Tonucci.

In realtà si tratta di un restyling molto speciale di due prodotti, i pouf Mao e Bao già presenti nella collezione in cuoio. In occasione del Salone, vengono presentati nello spazio in pregiati tessuti di riciclo filati e tinti in botte e ricercati presso famose aziende produttrici italiane. Successivamente intrecciati assieme a mano a telaio con la tecnica del “pezzotto”. Il risultato è un prodotto emotivo e imperfetto, di forma simile ma con colori variabili.


A implementare il restyling della collezione di Manifestodesign non può mancare un ampliamento di gamma dell’intramontabile sedia da Regista riprogettata nel dettaglio da Enrico Tonucci con due varianti nelle colorazioni del metallo, un bronzo e un raffinato bruno oliva in aggiunta all’alluminio spazzolato lucido. Non per ultimo di importanza, il nuovo porta-oggetti e appendi grucce nella versione in cuoio e tessuto per l’appendiabiti Iris, progetto Enrico Tonucci.


Abbiamo incontrato Viola Tonucci allo showroom Agape 12, ecco qui la nostra intervista:


Per iniziare parlaci un po’ di te e di Manifestodesign.

Manifestodesign è il brand di arredamento creato da progettisti, divisione di Tonucci Design, lo studio progettuale fondato da mio padre e da me, che collabora con artigiani locali esclusivamente nelle Marche per la produzione di pezzi d’arredamento di eccellenza e soprattutto di nicchia.


Come nasce la partnership con Agape?

Abbiamo incontrato Emanuele Benedini in fiera a Parigi tre o quattro anni fa mentre allestivamo uno spazio, e ci è arrivata questa proposta di collaborazione che abbiamo accettato con gioia anche per l’amicizia tra mio padre e Benedini, nata anni fa, quando mio padre (Enrico Tonucci ndr) era proprietario di altre due aziende che ha poi rivenduto prima della crisi. Ora siamo una realtà di nicchia che utilizza solo materiali naturali e tecniche artigianali per le sue produzioni.


Raccontaci gli altri pezzi della vostra collezione.

Il pouf Bao l’ho progettato un paio di anni fa, originariamente rivestito con un tessuto pregiato in carta, è stato menzionato su Young Designer e pubblicato su Domus. Sfortuna vuole che l’azienda italiana produttrice del tessuto chiude e riapre in Polonia realizzando però un prodotto di qualità inferiore, quindi ho dovuto riproporlo con un nuovo rivestimento, ed ho scelto il cuoio. Quest’anno ho realizzato un’alternativa ed ho utilizzato gli scarti di un tessuto molto pregiato realizzato a mano in Toscana con la tecnica del pezzotto (v. descrizione sopra ndr). Per il contract ci riforniamo del tessuto dalla stessa azienda, per poi tagliarlo a striscioline ed intrecciarlo secondo le tecniche tradizionali. La Sedia da Regista si ispira a quella classica dei set, ma ha molti dettagli diversi, il cliente può personalizzarla scegliendo il tessuto e inviandocelo cosicché noi possiamo realizzargli il prodotto che desidera. Abbiamo inoltre un campionario materiali che assembliamo al momento, uno stock di materie prime che usiamo su ordinazione.